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Club Taurino Italiano

La dinastia Bienvenida, sempre viva nel ricordo

8 febbraio 2026

 

L’attesa, l’emozione.. il privilegio e l’emozione di parlare con un esponente di una dinastia che ha segnato numerosi episodi del romanzo della tauromaquia…un cognome che è una storia di coraggio, arte, oficio tramandata da generazione in generazione…e poi finalmente…le pareti chiare di una stanza illuminata dai neon…appesa al muro una Virgen, una delle tante Vergini di Siviglia… Gonzalo Bienvenida, critico taurino, autore e conduttore di un podcast di successo, rappresentante di una famiglia che tantissimo ha dato alla tauromaquia…

Il Club Taurino Italiano da qualche tempo, organizza delle tertulias virtuali con ospiti critici, scrittori taurini, rappresentanti di diversi settori  dell’arte e della cultura accomunati dalla passione verso la tauromaquia: colloqui che si vanno ad aggiungere agli incontri in presenza con toreri, ganaderos e personalità del mondo de los toros e alle altre innumerevoli attività della nostra associazione.

Recentemente è stato organizato un incontro con Gonzalo Bienvenida, discendente della leggendaria dinastia torera, per parlare della Dinastia Bienvenida, sottolineare le qualità dei suoi componenti e raccontare qualche aneddoto che qui di seguito ricorderò brevemente.

Manuel Mejìas Lujan, Bienvenida I, banderillero, nato nel 1844 è il capostipite della famiglia.

Ebbe 2 figli, Josè Mejìas Rapela, Bienvenida II, torero nato nel 1880 e Manuel Mejias Rapela, el Papa Negro, nato nel 1884.

 

 

Manuel Mejías "Bienvenida" (detto "El Papa Negro")

 

Il nostro ospite ci spiega che l’apodo “Bienvenida” deriva dal nome del pueblo extremeño che diede i natali al primo Bienvenida e, a proposito del Papa Negro, si parla di Don Modesto, critico del “Liberal”, che diede questo apodo a  Manuel Mejias Rapela.

Il critico aveva definito Ricardo Torres Reina “Bombita” , il Papa del toreo e mise in sua contrapposizione Manuel Mejias, el Papa Negro, chiamato come il Superiore Generale della Compagnia di Gesù che al tempo aveva un’influenza fortissima nelle decisioni della Chiesa Cattolica.

Come nella Chiesa, anche nel toreo c’era un Papa accompagnato da un’altra personalità di non minor forza.

El Papa Negro ricevette l’alternatia dal Algabeño, formò parte della coppia di “niños sivigliani” con Revertito, ebbe una discreta carriera ma, proprio quando stava per diventare leader della sua generazione, un toro di Trespalacios, Viajero, n°13, càrdeno entrepelao, gli infierì una drammatica cornata, a Barcellona nel 1910, che condizionò la sua traiettoria.

El Papa Negro fu un torero classico, completo con cappa, banderillas e muleta ma irregolare con la spada;   insegnò ai figli l’arte e l’oficio della tauromaquia, cercando di trasferire l’importanza di essere completi nelle varie fasi della lidia.

 

 

Manuel Mejías Jiménez, "Manolo Bienvenida"

 

 

I figli del Papa Negro.

Manolo Bienvenida (1912) fu probabilmente il più completo e importante della dinastia; torero della linea di Joselito, morì di cancro,  a San Sebastian nel 1938.

Pepe Bienvenida (1914) un torero cerebrale, valoroso  e in possesso di un grande poder; si dice fu quello che più di tutti acquisì il toreo e gli insegnamenti del padre.

Rafelito Bienvenida (1917) ucciso giovanissimo, da un domestico, nella casa sivigliana di Ignacio Sanchez Mejias; a causa della sua morte drammatica, i Bienvenida si trasferirono da Siviglia a Madrid

Antonio Bienvenida (1922), nonno del nostro ospite, figura fondamentale nella storia della piazza di Madrid, torero naturale, in possesso di una tecnica importante, famosissimo per le sue encerronas nel coso venteño.

Antonio Bienvenida: a 50 años de una retirada

Antonio Bienvenida

 

Che emozione ascoltare i racconti di Gonzalo Bienvenida e sapere che la madre, da bambino, la sera gli raccontava del nonno come qualsiasi genitore racconta le favole ai figli…la favola di Antonio Bienvenida…

Gonzalo ci ha raccontato della reclusione presso il carcere di Puerta del Sol sofferta dal nonno,  giusto il giorno dell’alternativa a causa della sua ostinazione nel voler combattere 6 tori di Miura come previsto in cartello; dopo il riconoscimento non c’erano 6 Miura e la negazione a combattere tori di altro allevamento, condannò Antonio Bienvenida alla galera.

Finalmente si trovò una corrida di Miura per il giovedì successivo, 4 giorni dopo la data fissata per prendere l’alternativa.

Abbiamo vissuto la storia ricordando il pase cambiado a Madrid, nel 1941, al toro Naranjito di Antonio Perez. Un toro di origine Trespalacios, nel 1943, gli diede una fortissima cornata al ventre e rischiò di troncare le ambizioni come successo al padre ma Antonio Bienvenida riuscì a riprendersi.

Si è parlato delle corride come unico spada a Madrid. Ne programmò 6 (1947, 1954, 1955, 1960 in doppia sessione nello stesso giorno, si fermò alla morte del 3° toro del 2° festejo), quella mitica del 1966, con tori di diversi allevamenti,  che lo lanciò tra i più grandi di sempre.

Si è parlato della casa dei Bienvenida a Madrid di Calle General Mola ed è stato emozionante ascoltare i racconti di un nostro socio che ha frequentato per anni, in gioventù, quella abitazione.

Angel Luis Bienvenida (1924) il più amanoletado dei figli, elegante, si disinteressò presto alla lotta quotidiana che implica la carriera di torero.

 Juan Bienvenida (1928), anche lui torero, malgrado, si dice, il padre non lo vedesse tale; forse per questo prese tardi l’alternativa.

 

DINASTÍA BIENVENIDA: HOY SE CUMPLEN 80 AÑOS DE LA ALTERNATIVA DE ÁNGEL LUÍS  MEJÍAS JIMÉNEZ, BIENVENIDA VII / por José María Sánchez Martínez-Rivero

Angel Luis Mejias Jimenes "Angel Luis Bienvenida" con 11 anni nella sua casa di Madrid

 

 

Il Papa Negro ebbe anche una figlia Carmen Pilar nelle cui mani ora si trova il capote negro di Joselito, il cui racconto è stato uno dei momenti di maggior interesse della serata.

Joselito aveva indossato il capote negro in occasione della morte della madre. In seguto alla sua morte, il fratello Rafael lo regalò a Carnicerito de Malaga in occasione dell’alternativa di quest’ultimo; l’alternativa avrebbe dovuto dargliela Joselito ma nel frattempo arrivò Talavera. Era usanza che il padrino regalasse al giovane matador qualcosa di importante in suo possesso. Carnicerito de Malaga fu il suocero di Rafael de Paula che evidentemente ambiva ad entrare in possesso di tale reliquia, tuttavia, il malagueño, lo regalò ad Antonio Ordoñez per sdebitarsi del festival che il rondeño  gli aveva organizzato in virtù delle condizioni economiche non floride di Carnicerito.

Ordoñez lo donerà successivamente ad Antonio Bienvenida che si era emozionato nel rivedere il capote del suo adorato Joselito e dopo la morte di Bienvenida, il capote andrà in possesso della madre del nostro ospite e figlia di Antonio.

 

Capote negro di Joselito El Gallo, realizzato per la morte della madre

 

 

Purtroppo il tempo è corso troppo veloce e chi scrive queste righe, amante della storia della tauromaquia, avrebbe voluto approfondire aneddoti e storie della dinastia: i rapporti non sempre idilliaci tra la casa Bienvenida e la casa Dominguìn, la relazione tra il Papa Negro e Joselito el Gallo, la figura di Bienvenida I, primo torero a dare un lance nella plaza dell’antica Carretera de Aragòn quando era nella cuadrilla di Manuel Fuentes Bocanegra, il giorno dell’inaugurazione…

 

Pepe Bienvenida

 

I soci del Club Taurino Italiano, competenti e appassionati, hanno vissuto una piacevole e indimenticabile serata magistralmente organizzata dalla giunta direttiva.

Altre serate arriveranno; essere soci del Club Taurino Italiano vuol dire abbonarsi a cascate di emozioni e vivere esperienze uniche, significa donare e ricevere il proprio sapere, trasferire la propria passione, condividere con amici la propria aficiòn, vivere giornate di ardore e sentimento...

 

El Trinacria

 

 

Antonio Bienvenida nel colosseo di Roma

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